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I superesperti del Covid bocciano Cirio: “Rischio zero dall’arrivo dei migranti”

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Gli esperti di Covid sbugiardano il presidente Alberto Cirio. L’epidemiologo Paolo Vineis, docente all’Imperial College di Londra, che il governatore piemontese ha voluto nella task force sanitaria per uscire dall’emergenza coronavirus e il presidente dell’Ordine dei medici di Torino Guido Giustetto, chiamato anche lui a lavorare alla fase 2 della sanità quando il Piemonte sembrava travolto dall’ondata dei contagi, scendono in campo per contestare la posizione di Cirio sui migranti.

“Invocare il rischio di contagio da Covid per ridurre l’assegnazione di migranti al Piemonte è fuorviante e scorretto” scrivono i due in una nota diffusa in serata a commento delle esternazioni del presidente – e di tutto il centrodestra – contro il trasferimento in Piemonte dei migranti arrivati nei giorni scorsi a Lampedusa e smistati dal Viminale tra le varie regioni, Piemonte compreso.

I superesperti del Covid bocciano Cirio:

Alberto Cirio, presidente del Piemonte

. “Come medici, senza voler entrare nel merito di scelte politiche, ci piacerebbe vivere in una regione che conosce, e ha tra i suoi valori più forti, la solidarietà nei confronti delle persone fragili”. Vineis e Giustetto contestano con i numeri lo spauracchio leghista sposato da Cirio contro l’arrivo dei migranti, secondo il quale l’obbligo della Regione di subire i provvedimenti del governo nazionale “può avere conseguenze dirette sulle salute”.

Nel mirino i meno di 400 stranieri presenti nella regione, di cui gli ultimi 156 arrivati mercoledì a Torino, prima di essere stati smistati nelle varie province. “Il tasso di positività al Covid tra i migranti è intorno all’1,5 per cento – spiegano i due medici – Ogni migrante che giunge in Italia è sottoposto a tampone e posto in isolamento se positivo e in quarantena se negativo. Prima di essere trasferiti e distribuiti tra le regioni, sono sottoposti a test sierologico. All’arrivo a Torino sono nuovamente sottoposti a tampone e posti in isolamento fino a quando giunge il risultato”. Insomma, concludono i due esperti, “i migranti irregolari sono forse le persone più controllate e l’ultimo problema nel contenimento della pandemia. Forse siamo più “pericolosi” noi due, veri piemontesi, che non abbiamo fatto né tampone, né sierologico”.

I superesperti del Covid bocciano Cirio:

Paolo Vineis, docente all’Imperial College di Londra

La posizione di Vineis e Giustetto arriva al termine di una giornata nella quale il capogruppo Alberto Preioni era tornato a chiedere lo stop ai migranti in Piemonte. “E’ abominevole che lo Stato italiano vada a prendere migranti economici che arrivano in barca con cellulare e barboncino” aveva detto in mattinata l’esponente del partito di Matteo Salvini. Una posizione a cui ha risposto il Partito democratico chiedendo alla Lega di “non incitare all’odio” e la presidente Cirio “di avere a cuore la sicurezza dei piemontesi, portando le difficoltà del Piemonte a strutturare percorsi di accoglienza sicuri in Conferenza Stato-Regioni invece che con le dichiarazioni strappa-like”.

“Alberto Cirio usa i canali istituzionali per riproporre le sue posizioni sulla questione degli invii dei migranti”. Dopo la critiche di Paolo Vineis e Guido Giustetto anche il segretario regionale del Pd, Paolo Furia, critica il presidente Cirio per aver scelto di utilizzare la pagina della Regione : “A maggior ragione dopo la presa di posizione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto, e del professor Paolo Vineis, entrambi coinvolti dalla Regione nei tavoli di lavoro per la gestione dell’emergenza da Covid19 – scrive Furia -non si deve confondere l’istituzione regionale con la presa di posizione strumentale dell’uomo politico Cirio e dei suoi alleati.  “La pagina istituzionale della Regione non è uno strumento di propaganda politica né deve essere prestata a scopi di parte. Cirio faccia quello che vuole con i suoi social: al massimo verrà smentito dai suoi stessi collaboratori, e ci perde la faccia da solo, ma non trascini la Regione in questo degrado comunicativo e morale”.

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