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CPU ARM a marchio Nvidia in futuro? Una possibilità non da escludere

CPU ARM a marchio Nvidia in futuro? Una possibilità non da escludere

L’acquisizione di ARM, se non sarà bloccata, apre scenari inediti per Nvidia e la sua capacità di competere a 360 gradi nel mercato dei server. Il CEO Huang, parlando alla stampa, lascia la porta aperta a qualsiasi sviluppo, anche a una CPU ARM a marchio Nvidia.

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Processori

NVIDIAARM


L’acquisizione di ARM
, se non sarà bloccata dagli enti che
vigilano sulla concorrenza, metterà nelle mani di Nvidia la capacità di
progettare CPU a proprio marchio, rendendola un avversario ancora più temibile
per Intel e AMD. Certo, Nvidia era già tra i clienti di ARM per la progettazione
di SoC Tegra destinati all’automotive e alla robotica, ma controllare
direttamente ARM vuol dire giocare a un altro livello e potenzialmente aprire nuovi scenari inesplorati
. D’altronde si parla di accedere non solo al talento ingegneristico del
progettista britannico, ma anche di controllare l’ISA (Instruction Set
Architecture).

Così, nonostante Nvidia abbia assicurato che il progettista
britannico continuerà a coltivare il suo modello di business basato sulla
concessione a terzi delle proprie architetture, viene da chiedersi se l’azienda
guidata da Jen-Hsun Huang deciderà di entrare con forza nel mercato delle CPU
,
in particolare quelle per i datacenter, l’unico settore d’interesse citato nella
nota sull’acquisizione e che appare sinergico agli altri due business, quello
delle GPU e quello delle interconnessioni con Nvidia Networking (ex Mellanox).

Come riportato da
Tom’s Hardware, Timothy Prickett Morgan
di TheNextPlatform, durante un briefing con la stampa statunitense
sull’acquisizione, ha chiesto al CEO di Nvidia se intende realizzare una CPU con
il proprio marchio e Huang non ha escluso categoricamente questa possibilità,
anzi
. Sono
tre le opzioni sul tavolo per i clienti di ARM: la prima è ottenere la licenza
dei core e occuparsi in prima persona della realizzazione della CPU, la seconda è quella di acquisire la
licenza dei core e lasciare che della realizzazione se ne occupi Nvidia-ARM,
mentre la terza è
prendere i progetti di Nvidia-ARM e modificarli.

“Tutte e tre le opzioni sono possibili”, ha affermato Huang.
“[…] Non è possibile per un’azienda costruirne ogni singola versione”,
ha continuato il CEO, “ma avremo l’intera rete di partner attorno ad ARM che
potranno prendere le architetture che abbiamo realizzato e, a seconda di ciò che è meglio
per loro, che sia ottenere la licenza del core, ottenere un chip semi-custom o
avere un chip che abbiamo realizzato, ognuna di queste opzioni sarà disponibile.
Siamo aperti al business e vorremmo che l’ecosistema sia il più ricco possibile,
con quante più opzioni possibili
“.

Huang ha aggiunto che vuole velocizzare la roadmap di sviluppo di Neoverse
– l’architettura ARM ad alte prestazioni per i
datacenter – per portare ai licenziatari di ARM innovazioni a un ritmo più
sostenuto. Tra l’altro, Nvidia potrebbe integrare nell’architettura ARM ottimizzazioni
specifiche per le proprie GPU, come la coerenza della memoria tra CPU e GPU, in
modo da incentivare l’uso dei propri acceleratori per l’intelligenza
artificiale.

Infine, per l’azienda statunitense si apre una strada verso più chiara nel
mondo della realizzazione di server completi grazie
alla possibilità di offrire CPU, GPU, componenti di rete e DPU. A fronte di
questa acquisizione (sempre se non ci saranno intoppi), lo scenario del
settore server sembra destinato a cambiare drasticamente: solo pochi anni fa
Intel era l’unico player del mercato, ma recentemente vi è stato un fiorire di
nuovi concorrenti tra AMD, Ampere, Marvell, NUVIA e la scelta di alcuni colossi
come Amazon di progettarsi in casa CPU ARM per i propri server. Una cosa è
certa, prepariamoci a una lotta senza esclusione di colpi.

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